Il Progetto HAARP (parte II)

L’Haarp (programma di ricerca sulle radiazioni ad alta frequenza) ha base a Gakona, in Alaska ed è considerato parte di una nuova generazione di armi, le cosiddette “armi non letali”.

Il progetto è condotto congiuntamente dall’aeronautica militare e dalla marina militare americane e dall’Istituto di geofisica dell’Università dell’Alaska di Fairbanks.

All’interno della base sono installate 180 antenne in alluminio dell’altezza di circa 25 mt. cadauna. Ogni antenna è alimentata da un proprio trasmettitore. Con l’ausilio di queste antenne è possibile inviare onde radio ad altissima frequenza col fine di riscaldare determinate parti della ionosfera.

Questo particolare progetto ci viene presentato come innocuo programma di ricerca scientifica e accademica sulla ionosfera; gli scopi ufficiali di Haarp sono essenzialmente tre: sorvegliare le variazioni climatiche, migliorare il sistema di telecomunicazione e contrastare eventuali attacchi nemici;  ma analizzando  il fenomeno la verità risulta essere ben più ampia.

Il 5 febbraio del 1998 la sottocommissione “Sicurezza e Disarmo” della commissione per gli Affari Esteri, la Sicurezza e la Politica di Difesa del Parlamento Europeo convocò un’audizione a Bruxelles con l’intento di discutere del progetto Haarp e delle armi non letali; all’audizione furono invitati anche USA e NATO che però non si presentarono.

A seguito di questa e di altre diverse audizioni la Commissione per gli affari esteri, la sicurezza e la politica di difesa stilò la Relazione sull’ambiente, la sicurezza e la politica estera depositata in data 14 gennaio 1999; in questa relazione si analizza, per quanto possibile, anche il sistema Haarp (testo integrale http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=REPORT&reference=A4-1999-0005&format=XML&language=IT).

Nella sopracitata relazione il Parlamento Europeo segnala che “Lo HAARP può essere impiegato per molti scopi. Manipolando le proprietà elettriche dell’atmosfera si diventa in grado di porre sotto controllo forze immani. Facendovi ricorso quale arma militare, le conseguenze potrebbero essere devastanti”; e anche che “Il progetto consente anche di migliorare le comunicazioni con i sommergibili e di manipolare la situazione meteorologica globale. Ma è possibile anche il contrario, cioè disturbare le comunicazioni. Manipolando la ionosfera è possibile ostacolare le comunicazioni globali facendo però arrivare a destinazione le proprie. Un’altra applicazione del sistema è quella di scandagliare a raggi X la terra per vari chilometri di profondità (con un’apposita tomografia a effetto penetrante) per esplorare campi di petrolio e di gas, ma anche attrezzature militari sotterranee. Radar in grado di vedere oltre l’orizzonte e di definire gli oggetti a grande distanza sono un’altra delle applicazioni del sistema HAARP. Ciò consente di individuare gli oggetti in arrivo da dietro la curvatura del pianeta.” ; inoltre “…seria conseguenza del sistema HAARP sono i buchi ionosferici causati dalle potenti onde radio inviate. La ionosfera ci protegge dalle radiazioni provenienti dal cosmo. Si spera che i buchi giungano a riempirsi nuovamente, ma le esperienze compiute con i mutamenti dello strato di ozono puntano in direzione contraria. Ciò significa che esistono buchi non indifferenti nella fascia protettiva della ionosfera.”

Considerando inoltre “tutta una serie di atti normativi internazionali (“Convenzione sul divieto dell’utilizzo a scopi militari o ad altri scopi ostili delle tecniche di modificazione dell’ambiente”, “The Antarctic Treaty”, “Trattato recante principî per il comportamento degli Stati nell’esplorazione dello spazio esterno, compresi la luna e gli altri corpi celesti” e la Convenzione dell’ONU sulle leggi del mare) fanno risultare HAARP assai dubbio non soltanto dal punto di vista umano e politico, ma anche da quello giuridico. Il trattato sull’Antartide prevede che l’Antartide possa essere utilizzata unicamente a scopi pacifici. Ciò potrebbe anche significare che HAARP rappresenta una violazione del diritto internazionale. Tutte le conseguenze dei nuovi sistemi di armamenti devono essere valutate da organismi internazionali indipendenti. Vanno inoltre elaborati altri accordi internazionali tesi a proteggere l’ambiente da inutili devastazioni in caso di guerra.”

Reputa quindi “che il sistema HAARP (High Frequency Active Auroral Research Project) sia da considerarsi, a causa del notevole impatto sull’ambiente, una questione mondiale ed esige che le sue conseguenze giuridiche, ecologiche ed etiche vengano analizzate da un organismo internazionale indipendente prima di ogni nuova ricerca e di qualsiasi esperimento; lamenta il fatto che l’Amministrazione degli Stati Uniti abbia ripetutamente rifiutato di inviare un rappresentante per offrire prove nel corso dell’audizioni pubblica o in occasione di una riunione successiva della sua commissione competente in merito ai rischi per l’ambiente e per la salute collegati al programma di ricerca sulle radiazioni ad alta frequenza (HAARP) attualmente finanziato in Alaska” dunque chiede “al gruppo di esperti per la valutazione delle opzioni scientifiche e tecnologiche (STOA) di accettare di esaminare le prove scientifiche e tecniche fornite in base ai risultati esistenti della ricerca sull’HAARP onde valutare la natura esatta e il livello di rischio posto dall’ HAARP per l’ambiente locale e globale e la salute pubblica in generale.”

Nonostante tutto quanto riportato sopra ancora non sono stati presi provvedimenti per fermare il progetto Haarp.

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